Per la fascia sx della Juve 2009-10 di nomi se ne sono fatti tanti, riguardo a partenze e cessioni. Criscito resta a Genova a fronte della cessione del 50% del cartellino (servirebbe, ma l'operazione ha senso dal punto di vista di recupero di cash da reinvestire subito in altre zone del campo). Va via (forse) De Ceglie, che prima dell'infortunio aveva fatto bene quando impiegato e stava facendo benissimo prima del nuovo stop in azzurro. Dovrebbe arrivare uno tra Grosso, Dossena o Pasqual. Quale? Quello che costerà meno, ma ancora non si sa chi. C'è una sola certezza: l'unico difernsore che ha chiaramente dimostrato di non essere da Juve, Molinaro, è l'unico certo di restare. Paradossi di questa dirigenza.
giovedì 25 giugno 2009
giovedì 18 giugno 2009
Diarra, ma ne abbiamo davvero bisogno?
Leggo che la Juve è in Spagna, oltre che per Rossi, anche per Diarra. Cannavaro lo definisce "un grande lottatore". Appunto, non cercavamo un regista basso? Si dice che la Juve lo voglia in ogni caso, sia che arrivi D'Agostino sia che si "ripieghi" (io lo preferirei) su Ledesma, con la formula ormai classica del prestito oneroso più diritto di riscatto, in modo da spostare l'esborso economico più consistente al prossimo mercato. Dunque, il centrocampo a rombo vedrebbe Diego fantasista (con Giovinco a far da rincalzo), Sissoko e Diarra come mediani di corsa (con Marchisio e, forse, Camoranesi in alternativa?) e uno tra D'Agostino e Ledesma come regista basso (più Zanetti a far da scorta). Non male. Pero' resterebbero dei dubbi. Camoranesi strapagato a far panchina in un ruolo che non sente suo? E allargando il discorso, non stiamo stravolgendo la "politica dei giovani"? Mi spiego. Per prendere un terzino sx, è De Ceglie a fare posto e non Molinaro. Il primo può ancora crescere, il secondo, per quanto volenteroso, ha mostrato dei limiti tecnici che lo rendono non da Juve. In più, per acquistare il terzino di cui sopra, uno tra Dossena (27) e Grosso (31), si recuperano i fondi dalla metà del terzino sx titolare della U21, Criscito. E ancora, con Diego e Diarra, Marchisio e Giovinco vedranno il campo a spezzoni. Vedo la solita confusione programmatica. E non mi sbarazzerei così velocemente nemmeno delle ultime due metà di Paolucci e Lanzafame, due destinati a fare ottime e grandi cose secondo il mio avviso.
Capitolo regista. Dicevo di preferire Ledesma a D'Agostino, a dispetto del fatto che la Juve cerca nazionali azzurri possibilimente. Ledesma è più giovane del friulano (24 contro 27), è comunitario (in teoria, è convocabile da Lippi) e costa meno. Sbandierare l'interesse per un giocatore fa lievitare il prezzo! C. Gigli e Blanc, non lo sapevate? Pozzo gli ha presi per la gola, sparando un prezzo fuori mercato: 25-30M, più di Diego. Spero solo che l'abbiano pubblicizzato questo affare solo perché è davvero Ledesma l'obiettivo. Il prezzo dell'argentino, dopo la promessa di non avvalersi dell'art. 17, è sceso a meno di 15M. L'agente ha suggerito 12M. La Juve secondo me potrebbe offrire tra gli 8 e i 9M più il cartellino di Almiron.
Capitolo regista. Dicevo di preferire Ledesma a D'Agostino, a dispetto del fatto che la Juve cerca nazionali azzurri possibilimente. Ledesma è più giovane del friulano (24 contro 27), è comunitario (in teoria, è convocabile da Lippi) e costa meno. Sbandierare l'interesse per un giocatore fa lievitare il prezzo! C. Gigli e Blanc, non lo sapevate? Pozzo gli ha presi per la gola, sparando un prezzo fuori mercato: 25-30M, più di Diego. Spero solo che l'abbiano pubblicizzato questo affare solo perché è davvero Ledesma l'obiettivo. Il prezzo dell'argentino, dopo la promessa di non avvalersi dell'art. 17, è sceso a meno di 15M. L'agente ha suggerito 12M. La Juve secondo me potrebbe offrire tra gli 8 e i 9M più il cartellino di Almiron.
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martedì 16 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
Cobolli e la sua lingua sempre più lunga
"Trezeguet, pronti a cederlo!" Anzi no. "E' incedibile!" Queste le incredibili oscillazioni del nostro presidente, a poche ore di distanza.
Quei geni dei dirigenti hanno capito solo ora che la forbice tra richiesta e offerta pende sempre più dalla seconda se un giocatore è ritenuto cedibile. Incredibile che non lo sapessero e che l'abbiano capito solo dopo aver ricevuto offerte insufficienti. Così semplice che persino nel videogame Football Manager le cose funzionano così. Tutto perché nell'era dopo-Moggi bisogna fare tutto l'opposto dell'ex-dg. Lui non parlava, allora variamo l'era della glassnost, siamo tutti trasparenti! Diciamo tutto quel che facciamo e vogliamo fare! E pazienza se perdiamo soldi nelle cessioni e paghiamo di più per gli acquisti! L'importante è fare quel che Moggi non faceva.
Che siate colpevolisti o garantisti, io sono dell'idea che, a dispetto delle colpe e degli errori, Moggi ne sapeva di calcio e di affari come pochi. E una cosa la sapeva: col rumore e con le troppe parole, gli affari non si fanno.
Quei geni dei dirigenti hanno capito solo ora che la forbice tra richiesta e offerta pende sempre più dalla seconda se un giocatore è ritenuto cedibile. Incredibile che non lo sapessero e che l'abbiano capito solo dopo aver ricevuto offerte insufficienti. Così semplice che persino nel videogame Football Manager le cose funzionano così. Tutto perché nell'era dopo-Moggi bisogna fare tutto l'opposto dell'ex-dg. Lui non parlava, allora variamo l'era della glassnost, siamo tutti trasparenti! Diciamo tutto quel che facciamo e vogliamo fare! E pazienza se perdiamo soldi nelle cessioni e paghiamo di più per gli acquisti! L'importante è fare quel che Moggi non faceva.
Che siate colpevolisti o garantisti, io sono dell'idea che, a dispetto delle colpe e degli errori, Moggi ne sapeva di calcio e di affari come pochi. E una cosa la sapeva: col rumore e con le troppe parole, gli affari non si fanno.
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sabato 6 giugno 2009
Contento per Ciro...
... dispiace un po' per Giampaolo. Come avevo pensato, e come confermato da La Stampa oggi, Giampaolo è stato vicinissimo alla panchina Juve. Ha perso sul filo di lana perché ha pesato la conoscenza dell'ambiente sull'esperienza. Effetto-guardiola, insomma. Ora confidiamo nell'arrivo di Marotta come dg, in modo che Blanc possa tornare a fare l'unica cosa sa fare: l'amministratore delegato.
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martedì 2 giugno 2009
Sfogliando la margherita di Blanc
Interrompo ancora una volta il mio silenzio di dissenso per protestare contro la loquacità di Cobolli Gigli. Pare che non riesca a star zitto, il "nostro" presidente. Dice di non sapere, che decidono gli altri e gli riferiscono, ma in questi giorni ha di fatto scaricato Trezeguet, fatto salire le quotazioni di Pandev, e confermato che la Juve non ha ancora scelto l'allenatore per la prossima stagione. (Nota, fossi stato io lì al comando, anche se l'allenatore non fosse stato scelto, avrei comunque detto che lo era, che la scelta era stata fatta da tempo in quanto la migliore possibile, e che l'annuncio sarebbe stato fatto a breve, non appena risolti gli ultimi dettagli pendenti).
Cobolli Gigli ci ha anche raccontato che i candidati sono ancora BEN CINQUE -- alla faccia delle idee chiare -- e che per ciascuno dei candidati, il signor J-C Blanc ha preparato una scheda. Beh, faccio finta di stare al gioco di Blanc e provo a sfogliare i cinque petali della sua margherita.
Petalo 1 - Spalletti. Sicuramente il preferito, per esperienza e bel gioco. Quest'anno ha dato prova di aver imparato a gestire più moduli di gioco nel momento di necessità. Le perplessità sono legate all'alto ingaggio e al fatto che difficilmente accetterà di legarsi senza il suo sfaff, dato che la Juve, seguendo l'esempio del Milan, sta creando una struttura interna di preparatori -- portieri, atletici -- non legati all'allenatore. Difficile, però, che i grossi allenatori si muovano senza il loro staff fidato. Più semplice per un giovane allenatore. La sensazione, dunque, è che Spalletti sarà il prossimo allenatore della Juve solo se accettasse di firmare senza il suo staff.
Petalo 5 - Giampaolo. Alla fine, a mio avviso, potrebbe spuntarla lui. Giampaolo fa
giocare bene le sue squadre: sfrutta i terzini di spinta in una difesa a quattro e un trequartista dietro le due punte. E' giovane e sa valorizzare quelli in rosa; ha molto dello stile Juve -- colto, educato, mai sopra le righe -- e una profonda e sacchiana cultura del lavoro. I suoi tentennamenti nel rinnovare con il Siena... non sarei affatto stupito di vederlo dal 1 luglio a vinovo in compagnia di Zuniga.
Petalo 1 - Spalletti. Sicuramente il preferito, per esperienza e bel gioco. Quest'anno ha dato prova di aver imparato a gestire più moduli di gioco nel momento di necessità. Le perplessità sono legate all'alto ingaggio e al fatto che difficilmente accetterà di legarsi senza il suo sfaff, dato che la Juve, seguendo l'esempio del Milan, sta creando una struttura interna di preparatori -- portieri, atletici -- non legati all'allenatore. Difficile, però, che i grossi allenatori si muovano senza il loro staff fidato. Più semplice per un giovane allenatore. La sensazione, dunque, è che Spalletti sarà il prossimo allenatore della Juve solo se accettasse di firmare senza il suo staff.
Petalo 2 - Conte. Conte piace per il bel gioco, offensivo, per la sua totale e devota Juventinità.
A dispetto del suo giovane curriculum, però, non è disposto ad iniziare la sua avventura alla Juve senza i suoi fidi collaboratori -- Ventrone in primis -- e non accetterebbe il preparatore Neri appena messo sotto contratto dalla società, già alla Juve con Capello. Ha detto Conte che chi lo vuole deve sposare il suo progetto in toto, staff e stile di gioco. Detto dello staff, altra perplessità desta Diego. E' probabile che Conte non si sarebbe svenato per l'acquisto di un trequartista, non previsto dal suo modulo, ma avrebbe preferito investire sugli esterni. E' anche probabile che abbia detto di vedere Diego come seconda punta e, dunque, in competizione con Del Piero e Giovinco. Più che un assurdità di vedute di Conte è un paradosso che i dirigenti acquistino dei giocatori prima di scegliere l'allenatore. "L'acquisto di Diego comporterà modifiche tattiche nello stile di gioco", ha detto il mai tacito Cobolli Gigli. Tradotto, addio fido 4-4-2, benvenuto modulo con il trequartista dietro le punte. Ergo, ciao-ciao Antonio Conte.
Petalo 3 - Allegri. Il miracolo Cagliari è ancora negli occhi di tutti. Di Allegri piace il gioco spumeggiante, il non aver perso la bussola dopo cinque sconfitte consecutive, l'aver giocato in maniera coerente sia fuori sia in casa, e anche il modulo, che prevedeva Jeda dietro una punta (Acquafresca) o due (con Matri). Accetterebbe, Allegri, di sicuro di firmare senza staff. Gli fanno difetto il solo anno di esperienza in A e la non conoscenza dell'ambiente Juve.
Petalo 4 - Ferrara. Ciro sarebbe di sicuro il più aziendalista degli allenatori candidati, legato
com'è all'ambiente. E vista l'imcompentenza diffusa nella società, non è affatto detto che questo sarebbe un bene... Ferrara, oltre a conoscere l'ambiente come le sue tasche, è anche ben visto dai giocatori e dai senatori, in particolare. Infine, ma non ultimo, se davvero dovesse arrivare Lippi come dt nel 2010, allora Ferrara sarebbe la sua soluzione preferita. Gli fa difetto l'esperienza di sole due panchine in A, poche rispetto a quelle degli altri candidati. Come ha detto lui stesso, scherzoso, la sensazione è che vincerebbe lui solo se gli altri si autoeliminassero, come stanno facendo Conte e Spalletti per la questione staff.
Petalo 5 - Giampaolo. Alla fine, a mio avviso, potrebbe spuntarla lui. Giampaolo fa
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